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Museo del Risorgimento

Presidente Provincia Avellino

In occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia abbiamo deciso di affidare i segni di questo evento alle future generazioni riaprendo innanzitutto il Museo Irpino del Risorgimento, soppresso da anni, ed arricchendolo di nuovi reperti e di una più ampia documentazione, presentati in una veste suggestiva e moderna. E quale migliore scenario esso avrebbe potuto mai avere rispetto all’ex Carcere Borbonico, oggi finalmente restituito alla vita civile della città e della provincia, ed un tempo simbolo di un potere vessatorio. Sarà questa la sede, direi naturale ed ideale, del nuovo Museo, accompagnato per l’occasione da tre mostre tematiche sempre dedicate al Risorgimento, che speriamo possano attrarre numerosi visitatori, a cui affidare un forte messaggio di unità nazionale e di amore per la Patria.

Sono fiducioso che sarà questo un momento in cui le tradizionali contrapposizioni politiche in Italia ed in Irpinia daranno spazio a un durevole sentimento unitario e ad una spinta in avanti data dalla consapevolezza della Storia comune, che affonda le sue radici soprattutto nella lotta risorgimentale, che portò, giusto 150 anni fa, all’Unità del Paese. A questi ideali, che condussero tanta gente al sacrificio supremo, dobbiamo attingere assiduamente per superare le difficoltà dell’oggi, ben diverse da quelle del passato, ma forse non meno insidiose, anche per l’oggettiva mancanza di un nemico da fronteggiare.

Qui in Irpinia faremo tesoro della lezione che la Storia d’Italia solennemente ci impartisce in questo anniversario. L’Ente che mi onoro di guidare sarà sempre permeato di questi valori e saprà vivere con orgogliosa dignità l’imminente stagione del federalismo, equo e solidale, col quale ridare slancio ad un sentimento nazionale che non si affievolisce a seguito di una più articolata struttura istituzionale. Esso proprio dal federalismo trarrà nuovo slancio per tagliare quanto prima il traguardo della ripresa economica, secondo una concezione dello Stato più funzionale, peraltro cara ad autorevoli Padri del pensiero risorgimentale.

In conclusione, mi sia consentito di rivolgere un sentito ringraziamento ai componenti del Comitato Scientifico per le Celebrazioni, a tutti i professionisti coinvolti e al personale dell’Amministrazione per la passione profusa nella organizzazione e programmazione degli eventi e per aver supportato una propizia occasione per rivendicare con fierezza una comune appartenenza.

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